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La consulenza genetica nella prevenzione del tumore ereditario di mammella e ovaio

Aula Magna “Mario Teti”, Torre Biologica (Pad. G) - Policlinico Universitario - 03/02/2023

Il tumore della mammella è il primo tumore nel sesso femminile e si stima che circa 1 donna su 8 svilupperà questo tumore nell’arco della propria vita. Gran parte di questi tumori sono classificabili come sporadici, ma si ritiene che circa il 5-10% costituiscano forme ereditarie, attribuibili a fattori genetici di predisposizione. Nell’uomo invece costituisce < 1% dei tumori, con un rischio nell’arco della vita inferiore ad 1/1000, ma per la sua rarità è considerato un elemento di sospetto di una forma ereditaria.
Il tumore ovarico rappresenta circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile e occupa il decimo posto tra tutti i tumori femminili (3%). La maggior parte dei tumori ovarici epiteliali sporadica, in più del 10% si riscontra un pattern familiare o ereditario. I geni BRCA1 e BRCA2 sono responsabili di circa il 25-30% dei casi di tumore ereditario della mammella e/o dell’ovaio. Le società scientifiche e il ministero della salute raccomandano l’implementazione del test BRCA nelle pazienti con carcinoma mammario e/o ovarico e nei familiari a rischio elevato di neoplasia.
Questo percorso di approfondimento genetico-oncologico è importante nel percorso di prevenzione dei tumori di mammella e/o ovaio.
La Prof.ssa Briuglia, Associato di Genetica Medica, è responsabile dell'ambulatorio di Genetica Medica del Policlinico Universitario e presenterà gli aspetti più rilevanti in merito alla prevenzione su base genetica il giorno 3 febbraio 2023 alle ore 16:00, in occasione della Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro.

Un click sul pulsante sottostante per vedere la registrazione integrale della riunione su YouTube.

(Relatori BIOMORF coinvolti: Proff. S. Baldari, S. Settineri, S. Briuglia)

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THC e CBD: storie diverse e affascinanti di due differenti cannabinoidi

Aula Marini - pad.G - Dip. BIOMORF - 25/01/2023

In occasione dell’apertura delle attività formative, la Scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica organizza un evento con la partecipazione del Prof. Angelo Antonio Izzo, ordinario di Farmacologia e vice Direttore del Dipartimento di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
THC e CBD, due derivati della cannabis, una pianta dalla storia complessa e una miniera vegetale che ancora non finisce di sorprendere.

(Relatori BIOMORF coinvolti: Proff. Gioacchino Calapai, Sergio Baldari, Salvatore Settineri)

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I vaccini ai tempi del COVID

Webinar - 19/12/2022

La vaccinazione ha radici storiche lontane risalenti ai primi anni dell’Ottocento, con la diffusione della vaccinazione contro il vaiolo. I medici avevano infatti notato che con la protezione del singolo era possibile evitare la diffusione di un’epidemia nella collettività ma avevano anche capito che al fine di ottenere questo risultato, era necessario avere un’adesione massiccia. L’introduzione della vaccinazione suscitava, oltre agli entusiasmi, anche profonde resistenze. I dati clinici hanno dimostrato che i vaccini assicurano un'efficace protezione dalla malattia e dai suoi sintomi gravi, mentre nella maggior parte dei casi resta da quantificare l'efficacia nel prevenire l'infezione e la possibilità di trasmissione a terzi. In base a queste caratteristiche, i vaccini approvati rientrano in via precauzionale nella definizione di "leaky vaccine".
Per vaccino anti COVID-19 si intende un gruppo di vaccini in grado di fornire l'immunità acquisita contro la malattia COVID-19, causata dal virus SARS-CoV-2. Con l’esplodere della pandemia di COVID-19 iniziata nel 2019, lo sviluppo di questi vaccini è diventato l'obiettivo cardine di un vasto sforzo scientifico a livello mondiale. Prima della pandemia da COVID-19, un vaccino per una malattia infettiva non era mai stato prodotto in meno di diversi anni e non esisteva alcun vaccino per prevenire un'infezione da coronavirus negli esseri umani. Tanto è stato fatto in questi ultimi due anni vaccinando un numeroso numero di persone ma tanto ancora si può fare!
Nell'approfondimento il link verso il filmato integrale della riunione.

(Relatori BIOMORF coinvolti: Prof. Raffaele Squeri, Dr.ssa Ioselita Giunta)

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Messina punta alla certificazione agroalimentare De.Co

Museo Regionale Interdisciplinare di Messina - 17/12/2022

Il 17 dicembre 2022 nei locali del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina si è svolto un interessante incontro per la presentazione delle linee guida delle De.C.O., Denominazioni Comunali di Origine, obiettivo cui puntare perché si raffiguri un salto di qualità in termini di autorevolezza per la cultura gastronomica e la tradizione popolare. L’opzione delle De.Co. era già in programma prima della pandemia; il Comune è l’Ente promotore e vede al suo fianco anche Sicindustria Delegazione di Messina, l’Università degli Studi e la Camera di Commercio che, insieme, hanno testimoniato l’impegno e il legame viscerale nei confronti del proprio “patrimonio del gusto” per attribuirgli un valore adeguato con tutti i crismi.
All'evento hanno partecipato numerosi relatori, tra cui il Prof. Nicola Cicero e la Dr.ssa Rossella Vadalà del dipartimento BiOMorF.
Nell'approfondimento il link per leggere maggiori dettagli

(Relatori BIOMORF coinvolti: Prof. Nicola Cicero, Dr.ssa Rossella Vadalà)

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Danni polmonari da fumo di tabacco

Webinar - 05/12/2022

Il fumo di sigaretta rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di numerose patologie croniche, soprattutto polmonari, e rappresenta un importante problema per la salute pubblica. L'abitudine tabagica è notevolmente aumentata degli ultimi decenni soprattutto nei paesi sviluppati correlando con l'aumento d'incidenza di numerose patologie alcune delle quali, come il carcinoma polmonare, caratterizzate da un'elevata mortalità. L'esposizione cronica al fumo di sigaretta a livello polmonare determina uno stato pro-infiammatorio ed un aumentato stress ossidativo mediando la patogenesi di diverse patologie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l'enfisema polmonare, il carcinoma polmonare ed alcune interstiziopatie polmonari correlate al fumo di sigaretta. L'esposizione cronica al fumo di sigaretta rende il soggetto anche più suscettibile ad infezioni polmonari, incluse polmoniti batteriche, virali (comprese da SARS-CoV-2) e tubercolosi polmonare. Inoltre, l'esposizione al fumo di sigaretta rende meno efficaci diversi farmaci che vengono utilizzati nelle patologie polmonari croniche come i glucocorticoidi nel trattamento della BPCO e nell' asma bronchiale.
Allo stato attuale, l'intervento più efficace è la cessazione dell'abitudine tabagica che da sola riduce incidenza ed evoluzione di molte patologie polmonari croniche oltre a ridurre la mortalità in alcune di esse come la BPCO. Purtroppo, questo risulta essere ancora oggi un obiettivo difficile da raggiungere in quanto è molto difficile dissuadere i soggetti dal fumare sigarette anche a causa della dipendenza che la nicotina in essa contenuta induce. Inoltre, terapie come la rigenerazione polmonare tramite l'utilizzo di cellule staminali per riparare i danni polmonari da fumo di sigaretta rappresentano ancora oggi una chimera nel trattamento delle patologie polmonari croniche.
Nell'approfondimento la locandina dell'evento, con il link per la diretta Teams.

(Relatori BIOMORF coinvolti: Proff. S. Baldari, S. Settinera, F. Nucera, G. Caramori)

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